Un buon inizio

Non è una novità. Immagino che tante tra voi sono in procinto di perdere un lavoro. Con la scadenza del contratto che resta impressa nella vostra memoria e che vi logora lentamente, come fa una qualunque tortura psicologica.

Il mio contratto è scaduto già da un paio di mesi e dopo una sana riflessione e qualche momento di frustrazione eccomi qui a scrivere un diario delle mie giornate. Perchè vorrò sempre ricordare cosa significa restare senza lavoro o trovarne uno che dura appena due mesi e perderlo quando ti sei abituata al tragitto, ai colleghi, all’idea di esserti improvvisata altro rispetto a quello che ti eri prefissa di fare.

Sono le tre del pomeriggio. Ho trascorso la mattinata a cercare annunci e indirizzi ai quali mandare il curriculum. Qualche telefonata. E si che sono brava a organizzarmi. Un passaggio al panificio, una sbirciatina al quotidiano, giusto la prima pagina all’edicola perchè non me lo posso permettere e mi accontento di leggere le pagine disponibili sul web.

Mi preparo una minestra. Metto a bollire l’acqua. Devo ottimizzare, tempo, risorse, speranze. Più tardi vado a trovare una persona che mi presenterà un contatto utile. Così mi ha detto.

E per adesso è tutto. Vado a mangiare, perchè anche le precarie mangiano.

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9 responses to “Un buon inizio

  • Just Laure'

    … come ti capisco… 🙂
    Anche io scrivo di me, quindi di precarietà… e so cosa significa leggere annunci e, nel mio caso, ridere della maggiora parte delle proposte…
    Se ti va, fai un giro nel mio blog! 🙂

  • Malafemmina

    Molto carino 🙂
    effettivamente gli annunci sarebbero tutti da incorniciare.
    ma tu alla fine hai trovato lavoro o sei ancora precaria come me?

  • Just Laure'

    sono una precaria della ricerca (come si noterà dal blog) 🙂 Ora, però, forse dovrei correggere il tiro e dire che mi sto paurosamente avvicinando ad essere una disoccupata della ricerca

  • Malafemmina

    ecco 🙂
    cognitariato, come me altro settore ma siamo sempre lì. ma ci pensi ai soldi spesi e alla fatica di studiare per arrivare a questo punto?
    comunque ben trovata sorella. mi sento un po’ meno sola!

  • Just Laure'

    🙂 non siamo affatto sole purtoppo… (per tutti noi precari/disoccupati della ricerca)
    In ogni caso, se avessi usato tutti i soldi che ho speso per studiare… fra laurea, dottorato, corsi di lingua, di aggiornamento, di approfondimento, di completamento ecc. bè, avrei potuto rinvigorire l’FFO di diverse università del paese! Mah, resistiamo! 😉
    Posso aggiungerti al mio blogroll? 🙂

  • Malafemmina

    a chi lo dici. a saperlo io avrei trascorso gli ultimi anni in giro a fare formazione per poter accedere a professioni all’estero invece che restare intrappolata qui. 🙂
    certo che puoi aggiungermi.
    io neanche ce l’ho un blogroll!!!

    ne dovrò pur iniziare uno. lo inauguro con te.

  • Fabiana

    A me mi hanno proposto anche un lavoro da casa, facile,sicuro,pulito, comodo,non impegnativo,ecc,ecc…ero sicura mi volessero proporre vendite tramite internet,call-center da casa o cose di questo tipo, alla fine era: fare da cavia a vibratori di diverse misure e colori!!Giuro li avrei ammazzati!

  • Fabiana

    Opsss a me hanno proposto (ogni tanto l’errore grammaticale si appropria del mio corpo e soprattutto della mia mente)!

  • Drew Falconeer

    Credo che avro’ da leggere per un po’. Cominciando dall’inizio, e’ chiaro… 🙂

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