Il principe proletario

Depilazione fino all’inguine, ché con gli aristocratici non c’è da scherzare e ci può scappare un incontro ravvicinato del terzo tipo.

Sono riuscita a rendermi presentabile. il ciuffo è andato per il suo verso. Ho dovuto quasi prenderlo a martellate ma alla fine ce l’ho fatta.

Non chiedetemi il perchè di tanta sofferenza. E’ “lavoro”. Una marchetta come un’altra. Devo presenziare al party perchè Dorotea mi aspetta.

Arrivo alla villa di Lady X. Grande accoglienza nell’atrio. A parte i camerieri non c’è nessuno che abbia giacca e papillon. Sono tutti casual. Gli uomini con il pulloverino o in maniche di camicia, mocassino d’ordinanza, di pelle scamosciata. Le donne hanno pantaloni ampi, di tessuto morbido, abiti semplici ma di pura seta, di quelle cose che sembrano cucite dalla nonna ma costano un occhio della testa.

A saperlo avrei messo il mio meraviglioso jeans che accostato alla camicia azzurra fa sempre la sua porca figura.

Dorotea fa la gran dama. Mi chiede di stare all’ingresso per accogliere gli invitati. Qualcuno mi consegna la giacca, la borsa, perfino una busta dal contenuto equivoco. Un incrocio tra un pacco della spesa e un cestino per gli avanzi da dare al cane. Mi hanno senza dubbio scambiata per un attaccapanni e vi assicuro che proprio non ne ho le sembianze.

Dal giardino, illuminato e pieno di gente che fuma, beve, parla, sento un applauso. E’ arrivato il titolare dell’azienda, quello che paga la campagna pubblicitaria, che paga un sacco di cose, forse anche l’abito che ha indosso Dorotea stasera.

Lei è al suo fianco, conversa amabilmente e se non fosse per quelle labbra a canotto, la pelle del viso attaccata alle orecchie e i seni palesemente finti, sembrerebbe perfino una bella donna. Temo il momento in cui toglierà le scarpe a tacco dodici. La sua tolleranza dura più o meno un paio d’ore. Poi il parfum del suo piede si diffonderà soavemente ovunque, giardino incluso.

Una signora parla di argomenti mondani. Vedo entrare un volto della televisione. Vista da vicino dimostra vent’anni di più e ha il volto smunto come quello della sposa cadavere. Una specie di dandy provincialotto, arrivato con l’auto da corsa, parla un inglese maccheronico cercando di farsi notare da una bella ragazza straniera. C’è anche il buzzurro arricchito, accento settentrionale, presenta a Lady X il suo figliolo che abbandona il papi al secondo bicchiere di un liquido che sa di qualcosa più il rhum.

Dorotea mi chiama, vai qui, torna là, ti presento il signor, e salutiamo la signora, e ti stai divertendo, si? dai, guarda che bella villa, l’avresti detto una settimana fa che avresti trascorso una serata in un posto come questo?

E no, infatti, non l’avrei proprio detto e di sicuro non avrei detto neppure che io e Dorotea avevamo una visione così diversa delle priorità della vita.

Mi ritrovo seduta vicino al buffet, dove c’è tanto di quel ben di dio da sfamare tutti i profughi che potranno arrivare in italia nei prossimi mesi.

C’è un tale, vestito da cameriere, pettinato da cameriere. E’ senza dubbio un cameriere. Mi porge un dolce, piccolo. Mi dice che è buonissimo. Sorride. Chissà perché alla fine finisco per trovarmi a conversare con persone precarie tanto quanto me. E’ una passione che non riesco a convertire.

Segno zodiacale vergine. Lo chiameremo Virginio.

Intercetta il mio talento. Amo il proletariato, non c’è nulla da fare.

Fa il cameriere a ore. Guadagna parecchio, sicuramente molto più di me. “Ti posso fare entrare nel giro…” – dice. “Non so, vedremo!” – ho già troppe cose da fare, lo riservo ad un momento di necessità.

Sarà questo quello che intendono certe ragazze quando dicono di andare ai party per farsi notare, perchè non si sa mai, può sempre capitarti una buona offerta di lavoro?

O sono l’unica che in una villa piena di gente ricca riesce a raccattare una proposta dall’unico che si mantiene a ore e che nelle pause studia all’università?

Virginio è affascinante. Lo chiamano perché ammalia le signore, non c’è dubbio. Un gigolò  mancato o in itinere, non si sa mai. Si rivolge a me come se fossi una sua vecchia amica, mi svela i tic della signora e dell’altro signore accanto, perchè lui più o meno conosce tutti, ha servito in casa della tizia in bleu e dell’uomo con il pullover grigio.

Per ogni cliente che si avvicina mi lancia sguardi di complicità. Io e lui sappiamo. E’ vero. Sappiamo anche senza dircelo.

Mi racconta dei suoi studi, ingegneria. Ma suona anche la chitarra e di tanto in tanto si esibisce con un gruppo.

E ti pareva che non agganciavo uno che ha il codazzo di adolescenti urlanti ai concerti. Poi ridimensiona, solo poche cose con gli amici, anzi se vuoi, domani sera ci vediamo a casa del bassista per due spaghetti e quattro risate, niente di impegnativo.

Guardo i miei piedi. Urlano. Il tacco non è altissimo ma fanno male ugualmente.

“Domani sera puoi venire anche senza scarpe…” – e ride. Dio quanto è figo. Lui ride e parla, e capisce e sembra così perfetto. Ed è pure di sinistra.

“Stacco a mezzanotte. Se serve mi da il cambio un collega. Hai bisogno di un passaggio?”

Ma certo, si e si e si. Portami via, fammi sperare, facciamo che tu sei il principe cameriere e io la barista pr e andiamo insieme a scoprire il mondo. Ti ripeto a memoria le battute più sceme dei film che non sopporto ma si, ho bisogno di un passaggio eccome. Mi sono depilata apposta. Ho tutta la notte davanti e domani è già tardi perché ho la ricrescita veloce.

Dorotea mi congeda più o meno alla stessa ora. Lui mi accompagna. Eccome se mi accompagna.

Ha un po’ il fiato che gli puzza di pesce ma va bene lo stesso. Gli dedicherò il mio spazzolino nuovo, ancora intatto, che tenevo di riserva.

Abbiamo varcato la soglia di casa mia alle 00.32. Ha centrato l’obiettivo alle 00.40. Si è addormentato alle 00.45.

Uno sconosciuto nel letto, io che massaggiavo i miei piedi mentre guardavo le ultime novità in rete.

E’ stato bello svegliarsi con lui. Al mattino ha lo stesso alito della sera prima.

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2 responses to “Il principe proletario

  • Just Laure'

    Mala… non te l’ho mai chiesto (e non so se ti va di dirlo pubblicamente) ma dove vivi??? Giusto per capire dove posso trovare sto Virgilio … se fosse dalle mie parti io vorrei entrare nel giro… 🙂
    in ogni caso, splendido racconto! 🙂

  • Malafemmina

    Ehi 🙂
    facciamo che ti do una risposta vaghissima!
    Sto in un punto imprecisato della penisola. 😀
    un abbraccio grande, sorella

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