L’amore segreto di Gertrude

Gertrude, la segretaria dell’agenzia in cui lavoro con un contratto a progetto, è segretamente innamorata di un altro impiegato dell’ufficio.

Un tipo abbastanza insulso, un po’ spaccone. Un leccaculo senza se e senza ma.

Lei mi somiglia molto poco ma su due o tre questioni riusciamo a comunicare. Da quando ho capito che aveva bisogno di rassicurazioni mi usa come consulente al look. Ed è abbastanza comico vedere me che arrivo al lavoro – specie il lunedì, dopo il fine settimana al bar – con le occhiaie che arrivano al mento, i capelli raccolti come posso e che indosso la prima cosa pulita, perfino non stirata, che mi ritrovo davanti, analizzare il look di Gertrude per dirle, seria, “ma stai benissimo!”.

Da parte sua neppure una lamentela, segno che è soddisfatta dei miei interventi. E deve essersi convinta che il mio obiettivo recondito è quello di facilitarle la via del successo, dato che mi usa da specchio ogni due minuti.

Oggi metteva sotto ghiaccio il mio ginocchio ferito e quando è entrato trionfante il suo diletto l’ho vista sparire. Si è chiusa in bagno e dopo tre minuti ne è uscita con un capello spumeggiante, una ripassata al trucco e due occhi splendenti di un collirio che si mette lei. Dice che fa lo sguardo brillante, che lo usano le star quando vengono fotografate. E Gertrude deve aver sviluppato la sindrome del paparazzo che incombe su ciascuno di noi. Teme che un esercito di fotografi l’attenda all’uscita, così lei può mostrare lo sguardo a stelline prima di andare a schiantarsi come lady diana.

Il suo amore segreto si è avvicinato e ha lanciato un’occhiata al mio ginocchio mentre con finto disinteresse chiedeva “che ti è successo?”. Gertrude non mi ha lasciato il tempo di rispondere. Ha raccontato per filo e per segno la mia disavventura arricchendola di particolari avventurosi di cui non sapevo niente. Pur di attirare l’attenzione dell’amato avrebbe raccontato che io sono una 007 che si è buttata in volo con un deltaplano all’inseguimento di una spia russa che per dispetto mi ha lanciato un razzo che io ho respinto con un calcio da professionista.

Gertrude si girava verso di me per trovare complicità e io la guardavo sempre più incuriosita perchè a quel punto volevo sapere anch’io come fosse andata a finire.

“No no, guarda, ha sbattuto proprio qui…” e a quell’ordine tiravo su la zampa come fa ogni bravo quadrupede.

“E quando è arrivata qui aveva il ginocchio gonfio, gonfissimo…”. Su la zampa, again.

“Poi le ho messo il ghiaccio e ora è quasi tornato normale…”. Zampa e sguardo riconoscente. In fondo mi ha salvato la vita.

Mi scappava da dirle: “ma io alla fine sopravvivo o muoio con una scena madre in cui trattengo il pubblico a piangere per un quarto d’ora?”.

Meglio di no. Le rovinerei la magia. Io resto a ridere del mio sorriso imbarazzato. Lei sparisce con il collega continuando a raccontare dettagli inediti della storia.

E se domani, Gertrude, decidesse di mettermi sotto con la macchina per avere una storia migliore da raccontargli?

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One response to “L’amore segreto di Gertrude

  • Just Laure'

    anche io voglio il collirio di Gertrude… quello che uso ora contro l’allergia primaverile mi fa strizzare gli occhi (nella mia rude lingua locale si direbbe: “mi fà l’uacchi ‘mpappiciati!) e li rimpicciolisce!!! 🙂 … splendido post! 🙂

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