Le precarie hanno le palle, inside

Lunedì di festa precario.

La febbre è passata. Ma la tonsilla è diventata una palla da tennis. Ho le palle inside, come tutte le donne precarie, temo.

Ho lavorato al bar tutto il week end, domenica notte inclusa. La collega rumena ha puntellato il mio cammino per impedirmi di inciampare. Un essere umano tra tanto egoismo. Oggi faccio festa. Festa della Liberazione! Ed è una festa senza scampagnate, pranzi con gli amici.

Mia madre mi ha telefonato tre volte per dirmi che mio padre “è rimasto malissimo perché tu non eri qui con noi per pasqua”. Non capisco perché mia madre usi il soggetto “io” per dire un sacco di cose ma quando si tratta di esprimere i suoi desideri e le sue delusioni tiri fuori mio padre.

“Mamma, io non ho ferie, abbi pazienza. Sto pure male…”

“Venivi qui e potevi riposare quanto volevi…”

Eh si. Lo so che mia madre aspetta il momento in cui un capitombolo mi renda bisognosa delle sue cure così lei potrà lamentarsi di essere una moglie devota e una madre che sacrifica la sua esistenza per curare la figliola incidentata. E no, mamma, non sarò l’alibi per le tue fughe dalla vita. Te la tieni così come te la sei scelta. Io ne scelgo un’altra e ne pago le conseguenze tutti i giorni.

“Mamma, grazie, ma non preoccuparti. E’ solo un’influenza. Passerà!”

Virginio si è concesso il pranzo pasquale in famiglia. Oggi, però, ha rinunciato alle prelibatezze della cucina familiare ed è passato a farmi compagnia.

Abbiamo mangiato una cosa semplicissima. Quel poco che avevo in frigo. Lui ha portato dei dolci. Poi ho preso una medicina e ho dormito per due ore filate.

Mi ha lasciato un biglietto: “Torno più tardi…” e ne ho approfittato per andare dalla guardia medica perché sono quasi digiuna, ho difficoltà a ingerire cibi solidi e non posso andare avanti a pastine in brodo.

Quel sant’uomo di un dottore mi ha guardata e dal primo momento mi ha detto che dovrei restare a casa in convalescenza per qualche giorno. Disposto a farmi un certificato medico e deluso perchè non ha capito come mai quel certificato a me, precaria, non serve a niente.

Eppure siamo nel 2011 e qualcuno deve aver informato questi dottori che è da anni che il mondo del lavoro è popolato da una razza precaria che non ha diritto a nessun giorno di malattia, alla maternità, a nessun indennizzo per un infortunio, a niente di niente. Anzi corri il rischio di pagarne le conseguenze se interrompi il lavoro a progetto e non lo concludi entro il tempo stabilito. Troppi doveri e nessun diritto.

E’ la base delle tecniche di dissuasione di massa per tutte le donne che insistono a voler lavorare, essere indipendenti e si rifiutano di tornare a casa dai genitori o di dire di si ad una convivenza o un matrimonio di “convenienza”.

In ogni caso, il dottore, mi ha prescritto un altro farmaco. E siamo a quota due. I miei periodi migliori li ho vissuti quando andavo a lavorare con due farmaci e una pomata per l’herpes che non mi abbandona mai in questi momenti.

E’ una specie di virus solidale. Teme che il raffreddore si senta solo e allora viene fuori per creare una triplice intesa che corrisponde ad una guerra batteriologica sul mio corpo.

Prima o poi, noi precarie, saremo sconfitte da una dose letale di gas nervino. I corpi somatizzano e il mio troverà sicuramente il modo di tirare fuori un’arma chimica per obbligarmi a stare ferma.

Torno a dormire. Domani, tonsilla o non tonsilla, febbre o non febbre, si lavora.

Nel frattempo ditemi: quante sono quelle come me che hanno trascorso il lunedì di pasquetta a riposare e a recuperare per essere pronte ad affrontare un’altra settimana di lavoro?

Buona liberazione a tutte/i!

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3 responses to “Le precarie hanno le palle, inside

  • Just Laure'

    io non so se sia la sfiga da precarie… ma indovina dove sono? A letto, con l’influenza. Il programma prevedeva che io, la mia migliore amica e una comitiva di precari post-moderni ci saremmo immersi nei verdi praticelli della Sila. Ma stamattina il risveglio è stato alquanto… umidiccio, dentro e fuori! Fuori piove e il cielo è solidale con quello inglese. Dentro… dentro di me un miscuglio di schifo verdastro tenta di uscire a intervalli regolari di due minuti. Ho il naso rosso come un pachino e le palle che mi girano… non sono tonsille, ma sempre di palle si tratta… Voglio rinascere muco… e stabilirmi a tempo indeterminato nelle narici sottili di tremonti!!!

  • Le precarie hanno le palle, inside « Malafemmina | sanchiricotoday

    […] Le precarie hanno le palle, inside « Malafemmina. This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink. ← Miraggio a ROMA LikeBe the first to like this post. […]

  • Malafemmina

    @laura

    io credo che dovremmo unire le forze e combinare un rito scaramantico anche a distanza. abbiamo energia da vendere e non possiamo cedere di fronte ai riti vodoo del mercato che ci spezza.
    un abbraccio sorella
    la mia tonsilla e il tuo muco saranno le nostre armi di riscatto contro l’oppressione 😉

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