La carriera della telepromotrice

Ieri sera un tale mi ha proposto di fare la reggi-pentole per uno spot da mandare nelle televisioni private (piccole televisioni locali).

Lui aveva un capello moscio, il triplo mento, la pancia che ampiamente si ripiegava sulla cintura e il pantalone con la piega. Io odio il pantalone con la piega ma questo è solo un dettaglio.

Accento settentrionale, da imprenditore arrivato in città per fare affari, si accompagnava ad un’altra serie di “amici” e colleghi vestiti pressappoco come lui. Dovevano aver partecipato tutti quanti a qualche incontro tra rappresentanti del prodotto.

Lui, viscidissimo, occhio da maialone, di quelli che pensano di fare incetta di fanciulle pronte a sollazzarlo dopo lavoro per non fargli passare la serata solo in albergo, mi dice che sarei proprio adatta, lui se ne intende di queste cose, ho una faccia che buca il video, potrei fare carriera nelle telepromozioni…

E di colpo mi sono venute in mente quelle donne che vedo perennemente sdraiate nelle poltrone per anziani, o quelle altre che rifanno i letti e poi si strusciano ai materassi, perchè senza una donna che si struscia al materasso quel prodotto non lo comprano mica. Mi vengono in mente i volti euforici, eccitati, esageratamente eccitati (quasi che avessero preso delle droghe) di donne che sembrano non aver altro obiettivo nella vita che divulgare le miracolose caratteristiche di una pentola e di tutti i “regali” inclusi nell’offerta.

E quel mondo mi è sembrato così triste perché ho temuto che quelle telepromozioni fossero ispirate da gentaglia come quella che ho incontrato io.

Fare carriera nelle telepromozioni, una cosa che avrebbe dovuto farmi urlare di felicità secondo il tizio untuoso. Che forse è solo l’evoluzione di quella tecnica di adescamento degli anni sessanta in cui l’imprenditore tentava di portarsi a letto una ragazza promettendogli di farle fare un provino con un grande regista.

Certo che però se questa è l’offerta siamo cadute proprio tanto in basso. Cosa mai potrebbe attirarmi nell’intraprendere il mestiere di telepromotrice? Secondo me il mestiere più triste di tutti dove tu non solo vendi te stessa ma devi anche sforzarti di piazzare un prodotto.

Avrei detto di si solo per la curiosità di vedere come si svolge tutto. Così avrei potuto raccontarlo. Ma ho detto di no. Non mi interessa. Precaria si ma scema assolutamente no!

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3 responses to “La carriera della telepromotrice

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