Abbronzarsi con lentezza

Mia madre al telefono: “ma dai che ti diverti… non stai prendendo un po’ di sole?”

Come no, mamma, di sole qui ce n’è in gran quantità. E’ che manca il tempo per prenderlo e tenerne un pochino per me.

Ieri per esempio mi sono ustionata una gamba, una sola, perché quell’altra era ancorata ad un gioco che facevo con i bimbi. E hop, hop e rihop, e mi sono beccata una ustione di terzo grado.

Ma non era di questo che volevo parlarvi. Mi piacerebbe descrivervi alcune immagini che scorrono allegramente in questo posto, il villaggio vacanze apparentemente più fico del mondo.

Di gente che arriva ce n’è tanta. Tante persone che hanno messo da parte una somma per concedersi una vacanza. Molte persone fuori posto, e le vedi che per venire qui hanno comprato il costume nuovo, il copricostume e le ciabattine in tinta, tutto perfetto, troppo perfetto per essere vero. Tutto esibito, dallo speciale gancio con strass ai capelli alla borsa/mare alla moda, di quelle trasparenti e piccine, che puoi metterci il cellulare, la crema solare e due spiccioli, perchè se tenti di metterci un libro esplode.

Ma qui di gente che legge libri ne vedo poca. Casomai si nutrono di riviste di gossip, perchè è tanto bello guardare il fisico in bikini della show girl paparazzata mentre tu tenti di nascondere le smagliature dell’ultimo parto.

Tutte queste persone, insomma, pare abbiano un unico intento: portare a casa, in ufficio, ovunque siano destinati a ritornare, una abbronzatura perfetta.

E’ la frase più frequente: “voglio una bella abbronzatura” e guai se non trovano la simmetria, se si vede il segno del costume, quello della piega dei glutei, il pallore del sottomento.

Tutto deve essere uniforme, perfino le orecchie. Così vedi queste donne di colore arancione che si spalmano e si spruzzano di crema, olio, liquidi e intrugli che, giusto per dire, finiscono tutti in piscina, e si distribuiscono in posizioni improbabili, di lato, di su, di giù, di dietro, e davanti e nell’incavo ascellare, nell’intersezione delle narici (l’abbronzatura alle narici mi dicono è fontamentale!).

Poi è esilarante vedere come cambiano posizione, per finire in pose incredibili mentre sorreggono il peso del corpo su due dita della mano (perché poggiare il corpo sulla sdraio produce delle increspature… mi dicono).

Così, in equilibrio precario, probabilmente con vite precarie, l’unica cosa alla quale mirano stabilmente e con una tenacia che non ha eguali è l’abbronzatura redistribuita equamente in ogni centimetro della pelle.

Vorrei dire che se per un giorno si vedono le nuvole non è la fine del mondo. La catastrofe arriva se c’è una tromba d’aria, un tornado, uno tsunami. Vorrei ricordare anche che l’abbronzatura prima o poi va lavata perché non è che pelle morta, e sotto c’è quella che si rigenera e giustamente chiede ossigeno, ma non oso perché penso che una affermazione del genere da queste parti mi costerebbe il posto di lavoro.

La sera poi le rivedi, stessa tonalità arancione, con quei rossetti naturelle fosforescenti, gli ombretti in tinta con gli abiti, tanta terra bruciata sulla pelle (più arancioni di così ci sono soltanto gli hare krishna) e si sentono belle.

Alcune sono inguardabili ma loro si sentono belle e allora dico a me stessa che posti come questo villaggio vivono davvero di illusioni. Tutto è uguale, sentimenti delle persone inclusi, ma tutto si pretende diverso. Ed è un peccato vedere tanta umanità sprecare soldi e tempo per coltivare una illusione.

Però se così è, così sarà anche per me. Oggi ho deciso, il mio obiettivo è abbronzare l’alluce sinistro. Poi, sono certa, mi vorrò più bene.

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10 responses to “Abbronzarsi con lentezza

  • Just Laure'

    Mala… e che dire di quegli uomini che cercano il sole neanche fosse la donna della loro vita? Mi è capitato di incrociare le chiappe lisce e sode di un tizio che, credo, faccia dell’allenamento in palestra il suo scopo ultimo nella vita. Culino a portacenere (che non facciamo finta che quelli che fanno bodybuilding non abbiano un insignificante culino a portacenere!!!) ingabbiato in uno striminzito quanto imbarazzante slippino bianco. Petto liscio e oleoso e gambe liscissime e oleosissime anch’esse. Risultato: un catalizzatore umano di raggi solari. Mi ha fatto davvero impressione. .. anche perchè guardandomi intorno… ne ho visti altri di esseri simili….. aiuto! o_O

  • Cornelia

    Solo turisti.
    Non veri viaggiatori.
    Ossia l’umanita’ piu’ fatua, vanesia e dotata di livello culturale giusto da riviste gossip.
    Meno male non ho messo al mondo figli cosi’ da non aver mai bisogno di andare in vacanza in questi posti tristi … a meno che non mi caschi un incudine in testa e non mi rimbecillisca tutto d’un tratto!
    Hold on, lavoratrice.
    Per noi solo bocconi amari.
    Saluto sincero.
    Cornelia.

  • mandarinameccanica

    Fantastico quadro di uno scorcio di società vuota,effimera,ignorante,banale e diciamocelo anche un po’ illusa! =)

  • Imma

    Mi pare ci sia nel post e nei commenti troppa generalizzazione e perfino un filino di moralismo e di senso di superiorità. Voi siete mai riuscite a leggere un libro in spiaggia? Io no, ogni cinque minuti mi devo buttare in acqua per cui al massimo o faccio il sudoku o sfoglio una rivista di gossip. Quindi? Basta questo a catalogarmi come persona?
    Mai state turiste in vita vostra? Per un solo fine settimana, per un’occasione colta all’ultimo minuto?
    La retorica tra viaggiatori e turisti è molto triste e pure sciocca, diciamo che i primi di solito hanno più possibilità – che sia economica o anche solo di tempo – dei secondi. Ed i secondi non sono per forza persone superficiali, sono persone che magari hanno solo voluto staccare un po’ e riposarsi. Sono stata entrambe le cose ed i viaggi non sono per forza stati migliori delle vacanzine.
    Per quanto riguarda l’abbronzatura, a me nemmeno piace tanto, però se vado al mare e mi abbronzo, ci tengo almeno che non sia né a chiazze né a zebra, tanto più che essendo palliduccia un po’ di colorito alla fine mi sta pure meglio. Per cui se una volta che ci sono mi abbronzo tipo wurstel cotto sul fornello… be’ mi fa schifo. Non ne dipende né la vita, né una vacanza, esattamente come nulla dipende dal pettinarsi i capelli prima di uscire di casa, eppure sono sicura lo facciate tutte, è più una questione d’ordine e mi sfugge perché una cosa sia più superficiale dell’altra.
    Le patite dell’abbronzatura son poi tante, ma il senso illusorio di queste manie o cure non è limitato ai villaggi vacanze, a me è sempre parso riguardi la stessa estate.
    Per cui tirare fuori aggettivi quali: vuota, effimera, banale – senza nemmeno spazio tra parole e virgole – mi pare proprio, oltre che gratuito, atto solo a sentirsi migliori. Ed alla fine mi sfugge la profondità di pensiero, la cultura, l’originalità di persone capaci di tirare fuori parole simili su un post sull’abbronzatura.
    @Cornelia: a proposito di livello culturale da rivista di gossip: sarebbe una incudine, quindi vorrebbe un apostrofo.

  • Cornelia

    @Imma.
    Hai ragione: eh, purtroppo, mi sono dimenticata l’apostrofo; a volte capita nei post.
    Nella fretta di scrivere e, con tutto quello che posso avere per la testa, un banale errore puo’ anche scappare.
    Volevo anche scusarmi se ho urtato la tua sensibilita’ riguardo al contenuto del mio intervento.
    La mia non e’ aggressivita’, ne’ voglia di ostentare senso di superiorita’: non ho tempo, ne’ passione per questi sentimenti/atteggiamenti.
    Questa mia veemenza nelle affermazioni vuole esprimere solo una grande stanchezza esistenziale del mondo (con cio’ non voglio dire che mediti il suicidio!) ed un appoggio a Malafemmina, dato che questo e’ il suo blog e mi sono accorta che, sostanzialmente, professiamo idee molto simili, magari espresse in stile differente.

    Fatte le debite premesse aggiungo che:
    – mi piace leggere libri al mare, magari non Heidegger, ma Camilleri o Katy Reichs (devo scusarmi anche di questo?)
    -le riviste di gossip continuano a non piacermi, mentre faccio volentieri “uso” della settimana enigmistica
    -i villaggi non mi aggradano (ci ho lavorato, forse e’ questo il motivo per il quale posso capire cosa sta provando Malafemmina)
    -delle persone che scelgono di frequentare i villaggi rimango sempre della mia idea, pur ribadendo le scuse nei confronti di chi si sente oltraggiato.
    -l’abbronzatura mi fa piacere, ma non deve diventare una “fissa”!

    Conclusione: tutto cio’ che esprimo e’ parte delle mie opinioni “piu’ che personali” , non vuole essere un diktat univerale ed assoluto.

    Piccolo p.s.: Sempre per Imma, scusa ancora una volta se mi permetto, ma prima di criticare apostrofi mancanti o spazi tra virgole e non virgole, ti consiglio, visto che sei stata la prima a sollevare un problema di ordine sintattico/grammaticale, di prestare un po’ piu’ attenzione al tuo uso della punteggiatura; non sembra essere cosi’ perfetto.

    Anche questa e’ una mia personalissima opinione per la quale spero di non dovermi, ancora una volta, scusare.

    Un abbraccio e pace a tutti.
    Cornelia.

  • Just Laure'

    Credo che nessuno qui abbia ostentato superiorità nè moralismo. Ma che c’è di “sgradevole” nel dire che al mare si riesce anche a leggere dei libri (a me riesce benissimo, per esempio, nonostante gli intervalli-bagno/bibita/ “babysitteraggio” dei cuginetti) e che c’è di “moralista” nell’affermare che, in fondo, un’abbronzatura un pò imperfetta non manda a rotoli un’intera estate (ma per alcuni sembra sia proprio così!). Non mi vergogno nemmeno un pò di pensare che i maschioni palestrati, depilati ed oleosi generano in me un pò di ribrezzo nè sento crescere in me degli scrupoli ingestibili se dico che provo un pò di tristezza per quei turisti che, sotto il sol leone, sgambettano, affannandosi per tutta la durata delle loro vacanze, nel tentativo di seguire il ritmo dell’ultimo ballo latino-americano che l’istruttore del villaggio vacanze cerca di fare imparare a 30 persone contemporaneamente.
    Credo di essere una delle prime “lettrici” di Mala Femmina e l’ironia, oltre che l’intelligenza, sono stati sempre ingredienti presenti nei suoi post. Perciò, anche noi lettori potremmo, leggendoli, utilizzare gli stessi mezzi… un pò di ironia, un pò di intelligenza… 🙂

    ps. io non mi pettino mai prima di uscire… Anzi, mi pettino veramente di rado… 😀

  • Malafemmina

    @Imma, Laura ha perfettamente detto quello che avrei potuto dire io. Sono qui a fare un lavoro precario in un posto che non mi piace, con gente che non mi piace. Prenderla con ironia e darmi all’analisi semiseria, sociologica dei costumi è il minimo che io possa fare. Dammi un altro modo per non permettere che il mio cervello si spenga, travolto da una serie infinita di banalità, luoghi comuni e stereotipi e io farò tesoro del tuo suggerimento.
    Però, e vorrei dirtelo con grande rispetto, ti assicuro che una donna arancione, con un rossetto fosforescente, che soffre tutto il giorno per imbruttirsi senza che ci sia qualcuno che le dica che si sta facendo un gran male, è quanto di più lontano possa esistere rispetto al mio modo di essere. Concordo anche sulle impressioni sugli uomini con i culini a portacenere. Avrò il diritto di dirlo, no?
    Comunque per espiare il prossimo post lo farò in chiave autoironica, così avrai modo di ridere un po’ di me.

    ciao

  • Mi piaccio così: con le mie manie! « Malafemmina

    […] post sull’abbronzatura ha in qualche modo urtato la sensibilità di qualcuna. Questo è il mio diario ma giuro che è […]

  • caterina

    Mai stata in vacanza in un classico ‘villaggio vacanza’… fino all’anno scorso.
    Causa problemi economici (non è che prima ce ne fossero poi così tanti di soldi, ma l’anno scorso avevo bisogno di una vacanza dopo che le avevo saltate per due anni!) ho provveduto a febbraio prendendo uno di quei pacchetti con sconti al 50% per una settimana in puglia, in un villaggio appunto. All inclusive. Il prezzo era davvero super conveniente.
    Ma trovare la soluzione più economica non significa rassegnarsi ad una settimana di canzoncine e slogan e coreografie idiote da villaggio turistico!!!
    Quindi siamo andati giù in auto (io e il mio compagno) xchè così potevamo spostarci e visitare i meravigliosi dintorni. Lo sapete che il Salento è la culla della preistoria europea??? Ci sono dei siti archeologici bellissimi, anche se mal gestite, perduti in mezzo alla campagna bruciata dal sole e musicata dal frinire delle cicale. E poi ci sono spiagge bellissime, nessuno ti obbliga a salire sul pulmino puzzolente e andare a fare aquagym col gruppo animazione: si può vedere ogni giorno una spiaggia diversa e inserire nel tragitto un’escursione interessante.
    E la sera invece degli spettacolini tristissimi (ho fatto danza, amo la danza, e faccio teatro quindi so di cosa parlo) si può fare un giro nelle bellissime città salentine oppure godersi una passeggiata col proprio compagno o con gli amici.
    Per fortuna il buffet era ottimo ed essendo vegetariani mangiavamo tanta verdura fresca (evitandoci quindi i classici ‘ricicli’ da buffet), ma ci siamo concessi anche una cenetta a Lecce a base di dolci e focacce locali: il gusto del salento low cost!!!
    E l’abbronzatura l’ho di certo curata xchè in effetti l’abbronzatura dona mettendomi la crema già in camera (ho la carnagione chiara con le lentiggini, quindi alto rischio bruciature), ma senza fare troppe scene ridicole in giro (se una non vuole segni e segnacci si faccia qualche lampada che lì può stare pure nuda!)… e in spiaggia mi portavo la guida turistica da leggere, mentre sul comodino avevo Jodorowsky che leggevo prima di dormire.
    Insomma, quello che voglio dire è che la descrizione fatta nel post è si ironica e sarcastica ma purtroppo è veritiera: non è generalizzazione se si descrive la realtà! E se non si parte della maggioranza dei ‘turisti’ si vede, anche se si soggiorna in un villaggio vacanza: l’anno scorso ho avuto modo di apprezzare l’impegno di certi animatori (soprattutto la ragazza che si occupava dei bambini) ma mi sono chiesta se non fosse il caso di proporre intrattenimenti un po’ più ‘alti’… poi però guardandomi intorno ho visto che la gente rideva a battutacce simil zelig, si divertiva a guardare sculettare alcune animatrici simil veline e mi sono resa conto che la gente ha ciò che vuole e ciò che si merita.
    Gli altri, come me, andavano a cercarsi altro: complesso di superiorità?
    Si, perché distinguersi dalla marmaglia è questione di testa e lo si fa sempre e cmq in maniera del tutto naturale.
    Anche con l’ironia mostrata dall’autrice del blog a cui faccio i miei complimenti 😀
    Caterina

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