Io. Non. Svezzo. Adolescenti!

Sottotitolo: precaria si, ma scema no. Andiamo con ordine.

La ragazza che ho sostituito per una sera al ristorante, alla fine del suo turno, più o meno un paio d’ore fa, mi ha portato un pensierino. Un paio di grossi fermagli di legno, decorati da lei, che serviranno a tenere fermi i miei capelli un po’ selvaggi.

E’ così che le precarie si ringraziano tra loro e ho apprezzato quei fermagli così tanto. Mi sono commossa. L’ho abbracciata assicurandomi che stesse meglio.

Subito dopo è arrivato un ragazzino  un po’ ubriaco a rovinare l’atmosfera.

Vent’anni, più o meno, capello da fighetto, sguardo accattivante. Mi si è piazzato dietro e non mi ha mollata fino a quando non mi ha vista sparire dentro il mio loculo/alloggio.

Voleva portarmi in spiaggia e quando gli ho detto che da giorni oramai rifiuto una serie di inviti a vedere ‘sta spiaggia pomiciona mi ha detto che allora potevamo andare nel suo bungalow.

“Ma con chi dormi?”

“Con degli amici…”

“Ah ecco… vorresti portare una ragazza lì per fare una roba di gruppo?”

“Loro saranno in giro e comunque abbiamo un patto…”

“Che patto?”

“Se qualcuno viene con una ragazza, gli altri aspettano fuori…”

“Gran bel patto… che figata!”

“Allora vieni?”

“Ma non ci penso per niente… ‘ste cose da adolescenti resettale e poi riaggiorna il tuo cervello…”

“Ma… ”
“Ma, niente. Sono qui per lavorare e non per svezzare cuccioli come te…”

E non è perché disdegno quelli che hanno un tot di anni meno di me. Solo che ‘sto tipo, davvero, aveva l’aria di uno che cercava la prima avventura della sua vita. Avrei scommesso che fosse pure vergine. Immaginate lo strazio e per pietà avrei pure dovuto incoraggiarlo. Non faccio mai sesso per filantropia. Vorrei riuscire a stare bene anch’io e con un ragazzino siamo oltre l’altruismo. Sarebbe missionariato puro e io non sono una missionaria, in tutti i sensi.

“Io non sono un cucciolo…” – piagnucolava.

“Ma si che sei un cucciolo… e io devo andare a dormire perché sono stanca.”

“Allora ci vediamo domani?”

“Ci vedremo per forza perché il perimetro del villaggio alla fine è ridotto e io lavoro qui.”

“Domani vieni a ballare con me?”

“In disco vengo per lavorare e quando ho finito me ne vado… ‘Notte. Ciao ciao”

Ed è così che sono riuscita a chiudere dietro la mia schiena la porta del loculo. E’ rimasto a blaterare qualcosa lì fuori per un po’ e ho temuto che svegliasse tutti.

Ho temuto per lui perchè si è messo a far rumore vicino i loculi degli omaccioni che lavorano in cucina.

Vi siete mai chieste/i perchè nei villaggi turistici vogliono ragazze “carine”?

Evidentemente perché sono la maggiore attrazione del posto.

Sarà per quello che a quest’ora di notte l’unica cosa bella che riesco a ricordare è il momento in cui la mia nuova amica mi ha regalato i fermagli. Li tocco con le mani, li poggio sulla guancia, li annuso e sono felice.

Il resto è di una noia mortale.

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