Sei ricco, mi annoi e non mi interessi

Oggi un ospite, uscendo dalla piscina, è scivolato e ha battuto la testa. Ha avuto una crisi epilettica e si è ripreso solo perché il bagnino aveva fatto un corso di primo soccorso.

Sono cose che succedono, mi hanno detto, anche se subito dopo li ho visti mettere materiale assorbente attorno alla piscina perché evidentemente lo scarico che dovrebbe far defluire l’acqua per non creare pozzanghere esterne non funzionava.

Dovesse capitarvi di andare in piscina fate attenzione che tutto attorno il margine e la pavimentazione siano ruvidi e non lisci e scivolosi. Il marmo laterale e le mattonelle in ceramica sono pura incoscienza.

Non ho indagato ulteriormente sullo stato della cosa. Ho solo chiesto al bagnino se lui aveva una assicurazione per eventuali infortuni. “What’s?” – ha risposto, ridendo.

Qualunque garanzia in questo posto sembra non trovare cittadinanza.

Il direttore del villaggio, lo yuppie che mi ha tolto dalle scatole l’adolescente dall’ormone molesto, ha fatto un giro di perlustrazione. Sembrava uno della polizia scientifica americana, come nei film, si è abbassato, ha toccato con le dita il liquido per verificare cosa fosse. Lo ha anche odorato e ho tanto sperato fosse una bella e sana pipì, invece era solo acqua. Non c’erano detersivi, olio, nulla che potesse far presagire un incidente. Anche se per fare una scivolata, con quelle mattonelle, basta solo l’acqua.

Dopo il giro di perlustrazione mi ha ricordato la storia del calendario per gli ospiti. Gli ho risposto prendendo spunto da un suggerimento della mia amica Just Laurè. La sfida sarebbe quella di fare un calendario con le facce delle persone più intelligenti dentro il villaggio.

“Scommettiamo che non si riesce a completare la dozzina?”

“Che pessimista che sei… Noi assumiamo persone rispettando uno standard…”

“Ah si? Che standard?”

“Competenze, istruzione, titoli… qui vogliamo gente in grado di fare una buona conversazione con il cliente…”

“Ma sentilo… dunque quando assumete le sguattere chiedete anche che abbiano la laurea? Bella la storia delle sguattere eclettiche, me la segno se permetti…”

Mi ha guardato in modo strano. Non ha capito dove finiva l’ironia e dove invece la verità. Dissimulava, rideva, voleva fare lo spiritoso.

“Insomma, sei pronta per il calendario?”

“E se io non volessi partecipare?”

“Nessuno ti obbliga…”

“Ah ecco, allora io per questa volta passo. Magari richiamatemi per la stagione invernale quando potrò stare con qualche abito addosso.”

“Sempre pungente tu, eh?”

“Sempre…”

Poi siamo rimasti al bar a bere un caffè e dopo aver raccontato delle sue aspirazioni da missionario mancato è venuto fuori che molto teneramente è finito a fare quel lavoro perché il suo papi era molto amico del proprietario del villaggio. Me ne parlava come fosse un grave peso da portarsi dietro, come se dovessi essere io a compatire lui e non lui a comprendere la condizione precaria delle persone a lui subordinate.

Finito il caffè, finita la conversazione. Mi è rimasto un pensiero in testa: ma perché i privilegiati che hanno la pappa pronta pensano che il problema di noi precarie e precari sia il livello di empatia che riusciamo a stabilire con le paranoie dei ricchi?

Ma si rendono conto che alle persone come me le telenovelas da “anche i ricchi piangono” proprio non interessano?

Non è invidia sociale ma è che proprio almeno dovrebbero lasciarci in pace altrimenti voglio una paga che copra anche la consulenza psicologica perché io non voglio essere costretta a costruire una atmosfera di accettazione del ricco annoiato. La mia empatia nei confronti del riccone è finita, non esiste, non ci sarà.

Si facessero i loro calendari invece che vendere i corpi dei loro dipendenti e lasciassero in pace le persone come me o vedessero almeno di non risparmiare sulle mattonelle attorno alla piscina.

Buona notte!

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5 responses to “Sei ricco, mi annoi e non mi interessi

  • Lorenzo Gasparrini

    (sigh)
    Dàje Malafé.
    Manca sempre meno.

  • Malafemmina

    magari Lorenzo :(((
    ho ancora due mesi e una settimana così. ti rendi conto? sessantanove giorni. non ce la posso fare. uff!!!

  • Pin@

    mi è piaciuto un sacco sto post…
    anche se quando ho letto il titolo mi aspettavo altro del tipo: il riccone,sborone che si fa il figo solo perchè ha tanti soldi…e quindi può avere tutto…comprese le donne…
    ho letto qualche altro post nel tuo blog, e mi viene da dire : forza che ce la puoi fare!!!
    adoro le tue risposte… XD
    in bocca al lupo!!!

  • Just Laure'

    Mala…. uno propone una genialata (il calendario-intelligente) e quell’idiota non ti prende sul serio! Ma ce lo aspettavamo! 😉
    In ogni caso, se davanti ad un caffè m’avesse parlato della sua “triste” storia di missionario mancato e rinnovato figliolo alto borghese immolato all’altare della ricchezza dal povero padre da assecondare… credo che gli avrei mollato un deciso calcio in culo… Tanto avrei potuto sempre dare la colpa al piccolo pantano creato dai suoi scarichi non a norma!!!! Oh! Resisti Mala! :*

  • Ho bannato mio padre « Malafemmina

    […] Anzi la accompagnerò quando andrà a parlare con il direttorissimo, dato che io e lui siamo diventati “amici“ (sigh!). […]

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