Inseguendo le orme

Stamattina, con i bambini che mi sono stati affidati, abbiamo fatto un gioco.

Nel pezzo di spiaggia che è raggiungibile dal villaggio vacanze c’è sempre un via vai di persone che corrono, camminano, passeggiano, chiacchierano. Queste persone lasciano sulla sabbia tante orme, impronte di piedi di tutte le forme e le misure.

I bambini mi hanno aiutato a fantasticare sui possessori di quei piedi. Ogni impronta è stata adottata da ciascun bambino e sono stati così abili nell’inseguirla fino a indovinare perfino l’identità di chi l’aveva lasciata.

Tanti bambini che hanno dato descrizioni appropriate sulle abitudini di quegli adulti, sulla loro andatura, sul loro peso, sull’inclinazione, se erano soli o in compagnia, e poi hanno indagato ancora e hanno confrontato l’impronta che avevano studiato in ogni suo dettaglio con il piede dell’adulto che si sono trovati di fronte.

E’ iniziata perché mi era stato detto che dovevo portarli a passeggiare in spiaggia. Il tempo era bello, il mare calmissimo e trasparente e non c’era alcuna paura che un’onda potesse trascinarli via.

Un bambino era molto preoccupato del fatto che un attimo di distrazione avrebbe potuto determinare un abbandono. Era terrorizzato dall’idea di perderci, di staccarsi dal gruppo. Cosa impossibile perché il pezzo di spiaggia è in linea retta, lineare, senza scogli, senza nessun ostacolo. Ma il bambino forse era stato intimidito troppo da genitori tanto oppressivi, quelli che se ti allontani ti dicono che poi non troverai più l’ombrellone e dato che loro non hanno voglia di accompagnare i bambini o di insegnare loro la strada del ritorno, allora li obbligano a restare seduti, lì, fermi, in ostaggio delle loro ansie.

A me è sembrato giusto dare al bambino una serie di punti di riferimento. Il bagnino, il chiosco, e la bandierina e altre cose che lui poteva memorizzare per sapere sempre dove si trova. Poi ho deciso che dovevo insegnargli che i bambini possono trovare chiunque, basta che seguano le tracce che gli adulti si lasciano dietro.

Così la passeggiata si è trasformata in una indagine e quando lui è riuscito a seguire l’itinerario di una impronta fino a raggiungere il suo proprietario ha iniziato a scherzare dicendomi che il mio piede lascia un’orma che lui conosce a memoria e mi ritroverebbe ovunque. Così abbiamo fatto a nascondino. Mi sono nascosta dietro il chiosco e i bambini mi hanno ritrovata subito seguendo le impronte.

Il bambino mi ha lasciato la mano, si è lanciato sulla spiaggia a correre e giocare ed era così bello vederlo mentre la sua espressione cambiava. Non più timoroso ma rassicurato dal fatto che avrebbe potuto trovarmi sempre, bastava seguire le mie orme.

Domani faremo il gioco degli odori. Seguiranno la scia. Vediamo se funziona. Penso che l’olfatto sia un’altro dei sensi che aiuta nel senso dell’orientamento e vorrò vedere tutti i bimbi a narici spalancate (io le spalancherò tantissimo e farò un sacco di smorfie) a distinguere gli odori.

A voi vengono in mente dei giochi? Me ne suggerite qualcuno?

Buona notte!

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3 responses to “Inseguendo le orme

  • popof1955

    Bella idea. Ricostruire in un bimbo la fiducia in se e nel mondo. Brava.
    Un gioco da suggerire? Visto che hai cominciato con la vista e l’olfatto, potresti continuare con l’udito, il tatto e il gusto. 🙂

  • filalalana

    Mi piace!!!! Potresti provare a far scoprire il mondo intorno a loro osservandolo con tutti i sensi. Ad esempio: toccare a occhi chiusi qualcosa (magari in coppia: uno che accompagna l’altro e sceglie cosa far toccare) e raccontare com’è ciò che si tocca e cosa fa venire in mente, usando la memoria (perchè abbiamo anche una memoria tattile!) e l’immaginazione. Mi ricordo che una mia bimba a scuola disse che una stoffa molto ruvida le ricordava l’asciugamano della nonna! Un altro gioco è guardare le cose da vari punti di vista e trasformarle (è un sano principio politico, lo ammetto!). Ad esempio, le stesse forme dei piedi che avete osservato posso, capovolte, girate, viste di sbieco, sembrare altro… un volto? un albero? un fiore? mbo… il potere dell’immaginazione ma, soprattutto, l’immaginazione al potere… Che dirti: pagherei per avere a scuola una collega come te!!!

  • Stefano Bassetti

    Capperi, che ideona quella delle orme!!! Da applicare per i nostri futuri figli, se ci saranno 😉 Quella degli odori è un po’ un’arma a doppio taglio, ma altrettanto bella!

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