The End (aspettando s’ammoscia!)

E’ andato, partito. Parlo di Pleasure. La sua vacanza qui è finita e il mio lavoro invece continua. Mi ha lasciato due libri da leggere, un indirizzo mail, un numero di telefono, il suo profilo sui social, un bacio, una carezza, un ci vediamo, poi è andato.

Mi sono venuti in mente tanti film, in cui lui parte, lei resta e aspetta. A volte c’è un The End a lieto fine, con qualche ammiccamento, una speranza per il futuro, a volte invece no.

E’ la prima volta in assoluto che io mi senta in attesa. Normalmente sono io che parto, vado, mollo. Non è perché sono predisposta alle fughe. Solo perché gestisco la mia vita come posso. Di sicuro provo a non farla gestire ad altri.

Non riesco a restare con qualcuno che mi pianta lì ad aspettare una telefonata, per esempio. Se dici che mi chiami ad una certa ora tu mi chiami a quell’ora altrimenti vai a quel paese.

Se dici che alle ore tot tu starai con me allora stai con me e se non ci sei non devi proprio farti più vedere. Il mio tempo è prezioso. Sarò precaria ma sono io a gestirmi la precarietà, anche dal punto di vista sessuale, emotivo, relazionale. Non lo faccio fare a te.

Io non aspetto nessuno. Non mi interessa. Non mi riguardano le attese. Non sto a tessere tele, non mi interessa se ti chiami ulisse e sei votato all’avventura. Il mio tempo vale quanto il tuo, dunque se tu non arrivi a quell’appuntamento allora sono io a disegnare il the end.

A volte mi è capitato di dover spiegare questa cosa a qualche amica ed è stato davvero complicato tentare di comunicare che se lui non arriva io mi arrabbio perché se io avessi saputo avrei fatto altro. Fuori uno avanti (un) altro. Nessuno è insostituibile.

Invece a volte le vedo, queste fanciulle ottocentesche, che se ne stanno attaccate al telefono, a emozionarsi ad ogni trillo, a desiderare e bramare un “pronto, sono io”, mentre si fanno prendere per il culo da uomini che hanno già una relazione.

Se amo i rapporti esclusivi? Non ne ho idea. Io sto parlando di paraculaggine e un paraculo lo riconosco da lontano.

Puoi averci una moglie e sette figli ma prima mi devi spiegare come hai fatto a ingravidare quella povera donna sette volte, poi mi dici perché dopo averla fatta sfiorire a furia di parti gemellari e vita faticosa ti metti a cercare la fanciulla più appetibile, poi mi dici, già che ci sei, perché fai finta che lei sia una specie di caso umano ché sono certa che è mille volte più in gamba di te, che si sta gestendo la famiglia e che semplicemente tu non sei alla sua altezza e invece di crescere e affrontare la realtà cerchi altri lidi sui quali specchiare il tuo ego a forma di culo.

Insomma prima mi dici perché dovrei stimarti semplicemente perché io ho le idee molto chiare su quale tipo d’uomo mi piace, mi eccita, mi fa stare bene, e un paraculo semplicemente non mi eccita. Può agitarsi quanto vuole, può fare le capriole, può mettersi a testa in giù, può fare numeri da circo e può anche provare a stupirmi con effetti speciali ma resta il fatto che un paraculo non mi eccita e io me ne resterò lì, annoiata, a sbadigliare, mentre vedo questo coso a forma di uomo che tenta di darsi una spolverata per apparire migliore di quel gran vigliacco che è.

Non so voi, ma io, per esempio, ho davvero molta difficoltà a stimare e a farmi piacere un uomo che parla male della sua ex. Forse è anche una questione di empatia e di solidarietà tra donne ma è soprattutto qualcosa che io devo a me stessa. E io devo a me stessa molto di più di un cretino che non ha il coraggio di affrontare se stesso. Tipi così non mi vedranno mai a dargli corda mentre descrivono quella che fu (o che magari è ancora) come una specie di arpia.

Mi è capitato di ascoltarne qualcuno di uomini così e più parlavano più il mio desiderio sessuale si ammosciava.

Non so che farci. Vedo un idiota e mi viene su il cartello “chiuso per noia!” e se insisto ho tutte le mie cose che mi fanno il picchettaggio in quelle zone.

Non solo io non ti aspetto, ma proprio mai e mai e mai, ma se sei uno che sulle attese ha costruito tutta la sua vita, parcheggiando affetti qui e là perché non sai fare altro che questo, direi proprio  che non abbiamo niente da dirci.

E gira che ti rigira torno sull’argomento perché è importante spiegare che per qualcuna, per me di sicuro, la sessualità agisce assieme alla sensualità ed è motivata da ben altre cose che non sono le classiche sciocchezze che vedete in tivvù.

A me quello sposato che tenta di farsi l’amante non piace, non mi eccita. E quando incontro una donna che mi dice che lui no, lui è diverso, è irresistibile, io penso:

“ma quelli che c’hanno provato con me arrivano da una comunità a parte? la comunità degli stronzi?”

Insomma, un po’ dubito. Non per sfiducia nelle altre donne ma forse solo perché sono consapevole dei loro limiti (anche dei miei), delle loro fragilità, di come è facile costringerle a restare intrappolate in storie di dipendenza che finiscono quasi sempre malissimo.

Lo dico a voi che leggete: mollateli ‘sti uomini codardi, non vedete quanto sono mediocri? piccoli? scemi?

Davvero volete essere la loro giostra? La loro pausa dalla vita vera, quella che sfuggono? Davvero volete passare il tempo a soddisfare le loro egoistiche esigenze? E voi? E le vostre esigenze? Cos’è che piace a voi? Che tipo d’uomo? Cosa vorreste da lui? Cosa vi piace?

Ve lo siete chieste? Magari provate, se ne avete voglia, a stilare la vostra lista di priorità del cosa vi produce piacere e quando l’avrete messa a punto provate a non giocare al ribasso perché restare in attesa è indubbiamente giocare al ribasso.

Non so più da dove è partito questo ragionamento, ah si, da Pleasure che è andato via. Ma io sono qui a lavorare e le giornate scorrono veloci, arriverà altra vita, altri sogni, altro piacere.

Il mondo alla fine del mondo non ho ancora avuto modo di vederlo, perciò tutto quello che verrà da domani sarà sempre un inizio.

Buona notte!

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5 responses to “The End (aspettando s’ammoscia!)

  • Luciana

    Mi è successo… ed ero troppo ingenua, troppo poco esperta, troppo abbagliata per capire. Ora sì che mi rendo conto di quanto squallido sia quel tipo di paraculo (Quello con la moglie sfiorita che però si fa il c. per mandare avanti la baracca).
    Ciò detto, non ho ben capito il collegamento con il tuo personale rifiuto di attendere. A me è successo, succede ancora di attendere telefonate, incontri, col batticuore “ottocentesco”. Non lo trovo avvilente, non lo trovo minaccioso. Semplicemente esistono persone che ne valgono la pena.

  • ERRE ERRE

    d’accordo con luciana…poi a volte nei matrimoni la vita si evolve e il tuo lui protrebbe dirti un giorno se ti dovesse capitare di tradirmi, non dirmelo ma usa il preservativo…mi sembra un grande atto di apertura mentale…la monogamia sessuale non è semplice, per donne e per uomini….ma al cuore non si comanda, quando vedo il mio uomo penso che se io fossi del sesso opposto, vorrei essere così…magari un po’ più interessato alla politica 😉

  • Povi

    Ultimamente questo è stato un feroce argomento di conversazione tra le solite amiche. Già, perchè – benchè quella del paraculo sia una categoria naturalmente ricca di elementi – ultimamente gli iscritti al clan sembrano centuplicati e “instronziti” con rara veemenza. Sono de più! E che dire? A volte ci chiediamo come la rispettiva metà non si accorga di avere a che fare con uno stronzo (e se sia nostro compito illuminarla), altre volte scatta il bisogno gatto, ossia… Visto che tu sei così imbecille e senza vergogna (è il termine adatto, possiamo tutte immaginare perchè) subirai la vendetta di tutte noi (compresa quella della tua compagna che “ignora” la tua natura) e – mentre sarai convinto che “questa ci sta” – io ti starò trattando come un topo, umiliandoti proprio dove credi di essere forte (…). Non si meritano altro.
    Perchè se vuoi starmi accanto (anche solo per una notte) devi dimostrare di essere una persona intelligente, punto. Se sei intelligente allora capisci che è un dovere essere onesto con chi ti circonda, dunque leale nell’ammettere – nel caso – che il tuo rapporto è finito (comunicandolo anche alla compagna/compagno). E poi… ironia, anzi… Autoironia. Se ti manca questo allora puoi andartene a ‘fanculo (o essere libero di cercare in altri lidi, per carità).
    Sposo in pieno (non solo a parole ma anche, con orgoglio, nei fatti) l’irrinunciabile necessità di avere relazioni paritarie tra esseri umani senzienti in cui il rispetto personale e la stima siano anteposti ai sospiri romantici e alla passione irrazionale (straziami ma di baci saziami). Non è difficile e non devo lottare contro me stessa per questo, è semplicemente uno stato di coscienza (in cui mi voglio più bene di qualsiasi mirabolante scopata).

  • Ena

    La pensi proprio come me! Mi piace!

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