La diva

Al villaggio è arrivata una diva. Grande fermento, massima emozione. Il boss capo animazione è eccitatissimo all’idea di introdurla in una specie di esibizione nella serata di sabato prossimo.

Io non ho la più pallida idea di chi sia ‘sta tipa. Caruccia, per carità, ma niente di che. Somiglia ad una mia ex compagna di scuola. Mi sono detta, vuoi vedere che è lei? Poi mi sono avvicinata e ho visto che aveva un tot di cose che non coincidevano. Più che altro la diva ha delle zone rigonfiate come fosse stata soggetta ad una mutazione genetica, una sorta di metamorfosi. Sta cambiando. Io e un collega la osserviamo e ogni tanto lui mi dice “vuoi vedere che tra poco le viene fuori un bozzo dall’addome e si scopre che c’è un alieno dentro di lei?”

In ogni caso continuo a non sapere chi è. Mi hanno ripetuto mille volte come si chiama, da dove viene, poi mi hanno detto qual era il suo curriculum e dentro la mia testa c’è il buio totale. Ma davvero hanno fatto una trasmissione che si chiama…? E lei davvero era quella che faceva…? E la pagavano pure…? E qui cosa viene a fare…?

Non si sa. Però la sua apparizione costa al villaggio alcune migliaia di euro.

Così si spiega perché non trovano i soldi per darci lo stipendio quando dovrebbero darcelo, per darci un alloggio decente, per organizzare i nostri turni di lavoro senza costringerci a lavorare dodici ore al giorno (per alcuni dipendenti nel villaggio i turni sono di quattro ore al mattino, quattro al pomeriggio, quattro la sera e per altri, quelli delle cucine, le 12 ore sono divise in turni di sei ore).

E mi rendo conto che il livello culturale anche fuori di qui non cambia dato che sono reduce da un lavoro precario presso una agenzia che mi aveva assegnato il compito di fare da assistente alla produzione e un tot di altre cose per un evento “culturale”. Un evento che coinvolgeva anche alcuni personaggi dello stesso “spessore” della tipa che dobbiamo cuccarci qui.

So che il pacchetto vacanze per ogni cliente costa una bella cifra anche in virtù di queste presenze “divine” perché il villaggio, sulla carta, ti offre un sacco di trastulli e divertimenti, uno spazio di parcheggio con animazione per i bambini, massaggi, saune, ginnastica, sole, mare, piscina, ristorante, bar, disco, internet point, giochi, sport, balli, spettacoli, “grandi” ospiti, e bla e bla e bla, fino ai fuochi d’artificio a ferragosto (non vedo l’ora, sono tutta un fremito per l’emozione), e trenini al suono di musiche brasiliane e taaaanta gentilezza, taaaante attenzioni, taaaanto comfort, alloggi (quelli per gli ospiti) con aria condizionata, e poi taaaanta figa (ce n’è una montagna nei depliant, praticamente per ogni foto c’è una bella fanciulla inclusa nell’offerta) e potrei continuare all’infinito.

Io so che a me anche stasera tocca fare peppèpepeppèpepè e devo sorbirmi anche il gossip sulla diva.

Guarda come respira, e come cammina, e però, tu guarda, allora mangia come gli altri esseri umani, wow ha preso una carota e un frutto per pranzo (a cena mangerà un fiasco d’aria e una sniffata di integratore alimentare tritato), e senti che rumore fa la sua pipì (sono convinta che qualcuno l’ha seguita fin lì). C’ha il gocciolio divino, come tutto il resto.

Certo che però è proprio un peccato guadagnare tanti soldi e poi restare a stecchetto senza mangiare quasi niente. Chissà che ne direbbe di questa cosa un operaio cassintegrato che stenta a mantenere la famiglia.

Magari le chiedo di contribuire alla causa di Malafemmina precaria. Volesse approfittare della sua razione intera di pasto da prendere al buffet che se non lo vuole lei lo vado a portare agli amici degli altri loculi così facciamo festa durante la notte.

Eccola lì, la diva che costa un patrimonio al villaggio vacanze. Eccola, a rappresentare il divertimento per gente sciocca e superficiale e a fornire un po’ di distrazione ai poveri. Come fa la televisione che offre tanta figa e rincoglionisce i poveri che dimenticano di avere il dovere, verso se stessi, di scendere in piazza, incazzarsi e ribellarsi anche contro quelli che pensano di tenerli buoni mollandogli ossa di donne seminude.

Lei non ha colpa. Il suo è un lavoro come un altro. Fa quello che richiede il mercato ma se la gente fosse diversa il mercato sarebbe differente e forse anche lei avrebbe la possibilità di trovare qualcosa di meglio da fare.

Intanto mi fa pena perché è circondata da un entourage che le succhia ogni goccia di sangue e perché deve mangiare niente per guadagnare lo stipendio. Con gli occhiali da sole più grandi della sua faccia e la convinzione che questo la porterà tanto lontano nella carriera. Chissà che tonfo quando qualcuno le dirà che il massimo al quale può aspirare è arrivare dentro il letto di un potente che la raccomanderà per fare due scene in una fiction della televisione pubblica.

Magari le parlo. Forse si sente sola. A cena vado a farle compagnia e poi le propongo una trasgressione folle: mangiare un gelato!

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5 responses to “La diva

  • Eroi, eroine… « Malafemmina

    […] strana la vita: c’è gente che celebra alcuni misconosciuti personaggi come fossero eroi e non sanno che gli eroi stanno da un’altra parte, sono quelli senza stipendio, […]

  • Stefano Bassetti

    Azz, non si può leggere un blog nuovo ed essere già curiosi come una scimmia al secondo post letto!!! Comunque, per ora mi sembri un’ottima blogger… al prossimo commento!

  • Sheena

    “Come fa la televisione che offre tanta figa e rincoglionisce i poveri che dimenticano di avere il dovere, verso se stessi, di scendere in piazza, incazzarsi e ribellarsi anche contro quelli che pensano di tenerli buoni mollandogli ossa di donne seminude.”
    centro! e purtroppo non è così scontato.. ma poi OSSA di donne seminude… 😀

  • sabbry

    leggendo il tuo post su una cosa non sono d’accordo:per il villaggio chi sia un costo.
    Al villaggio la diva non costa…è un investimento e quindi li spendono volentieri i soldi non tanto per lei,ma per quel carrozzone che si muove tutto attorno…i pifferai magici…incantatori di serpenti,vendori di fumo.
    Il costo siete tu e i tuoi colleghi per loro,…infatti a lei e in particolare al suo agente, il cachè sarà arrivato anzi tempo…a voi fanno fatica a pagarvi , e sono in ogni caso riluttanti a farlo! è una fetta di mercato perversa,neo con.

    Hai la mia solidarietà! un abbraccio 🙂

  • Il villaggio vacanze e la precaria multitasking « Malafemmina

    […] giorno (ho perso la nozione del tempo, qui tutti i giorni sembrano uguali) avevo raccontato della diva che ci avrebbe intrattenuto questo fine […]

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