Lo sciopero di ferragosto

Finito lo spettacolino, conclude il cantante e anche per stasera ce l’abbiamo fatta. Mentre guardavo il divo che cantava pensavo al fatto che la suggestione che lui offre è quella di chi ti fa toccare con mano quanto sia vecchia e infinitamente lontana dalla realtà la televisione italiana. Ed è di questi pezzi di televisione che sono fatti anche i nostri spettacolini. Come se nessuno, a parte quelle come me, apprezzassero il fatto che stare senza la tivù è una cosa saggia. Ma è inutile disintossicarsi se poi in vacanza vuoi trovare pezzi di teleschermo che ti si materializzano davanti per farti sentire uno spettatore esclusivo di uno spettacolo esclusivo dell’esclusivissima merda.

Così è stato per l’esibizione della diva, tanto più giovane e con molto meno talento dell’artista maschile di questa settimana, e così è oggi e probabilmente sarà anche la prossima settimana.

Vi interesserà sapere che la notte di ferragosto qui si festeggia con i fuochi di artificio, tutti noi a fare peppèreppereppè in trenino da carnevale di rio, grandi scenografie di cartone e compensato per portare in scena le stesse cose, chiusura di una ulteriore esibizione dell’artista ospite e poi giù in spiaggia a vedere i fuochi.

Quello che interessa sapere a noi è che dopomani ci costa il triplo del lavoro perché tutto deve funzionare con tutto il personale in modo eccellente. Ci sarà un grande buffet esterno, i cuochi cucineranno, i camerieri serviranno, i lavapiatti laveranno, l’animazione animerà, il barman farà il suo mestiere e tutti quanti appassionatamente dovranno mettere su la pila a tempo per durare molto di più.

Ho buttato lì la parola “straordinario non retribuito” e mi hanno guardato come si guarda una folle da rinchiudere.

Poi c’è l’animazione della zona discopub e la gente che ballerà e tutti a fare ancora peppèreppereppè fino all’alba perché ferragosto è ferragosto e chi se ne frega se la gente che lavora dovrà lavorare il triplo.

Ah, per l’occasione il villaggio apre le porte anche agli esterni per la modica cifra di 100 euro cadauno. Cento euro a cranio per venire a vedere l’artista, partecipare ai balli, all’animazione, all’atmosfera tanto giocosa e divertente del villaggio, per venire a mangiare quello che viene servito al buffet e poi fare un bagno in piscina se qualcuno ne ha voglia.

Tutto questo significa ancora più lavoro e oltre questo per me significa anche più soggetti umani da osservare e poi raccontare.

Non avevo detto forse che qui gli esterni arrivano comunque ogni domenica. Pagano meno ma comunque pagano per usufruire di questo bel mondo e venire a ostentare i loro bei costumini, i loro orecchini, le ciabattine, le borsettine, le pettinaturine, e tutto quanto sempre più ine e ine e ine che più ine non si può. Invece la mediocrità che se ne ricava è sempre qualcosa di gigantesco.

I più interessanti soggetti da analizzare sono senz’altro quelli della razza “maschio da rimorchio” che arrivano per acchiappare qualunque cosa, purché sia e purché possano dire poi agli amici che dentro quel villaggio lì si sono fatti una femmina e che femmina, sicuramente la meglio che c’era e che putacaso voleva proprio lui, il rimorchiatore, come se le donne fossero mezzi sfasciati, automobili non funzionanti, barche alle quali è andato a male il motore.

Almeno a me è questo che mi ha sempre ricordato il termine “maschio da rimorchio”. In realtà questi tizi non raccattano nulla a parte che i rimproveri di un tot di donne che non vogliono avere a che fare con il buzzurro che viene nel villaggio per la figa.

Io davvero non prevedevo fosse così brutto, non fino a questo punto. Immaginavo che un luogo vacanze fosse comunque un posto in cui si trova chiunque ma non che fosse considerato un carnaio per collezionisti di carne al taglio.

Di tutta questa gente, insomma, martedì non rimarrà più niente perché ferragosto sarà passato, loro avranno una storia (spesso inventata) da raccontare, e di tutto quanto rimarranno solo i resti che i lavoratori precari dovranno raccattare fingendo di non aver visto tutto ciò che hanno visto, dimenticando le storie di mille persone che potrebbero essere raccontate e sostituendo l’illusione con la loro presenza assai più reale e determinante affinché questo posto continui a funzionare.

Mi sono chiesta: e se tutti improvvisamente si fermassero? Se tutti dichiarassero sciopero proprio il giorno di ferragosto? Non sarebbe una gran cosa? Non sarebbe un’ottima legge del contrappasso? L’inferno ai vivi da parte di quegli altri fantasmi sociali che non possono affacciare la testa che subito c’è qualcuno che gliela ricaccia giù.

Sarebbe bello, si. E comunque, tanto per la cronaca, nessuno di noi è ancora stato/a pagato.

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