Scioperi bugiardi (e noi precari non ci siamo!)

Se c’è una cosa che non tollero sono le balle. Dimmi cose che non sopporto, idee che non digerisco, ma non raccontarmi balle. E quello che racconta Repubblica oggi è una balla. Prende quattro fanciulli e fanciulle, con il berretto di un noto sindacato, e sopra gli piazza un titolo che ruba la lotta ad altre decine di migliaia di persone che si chiamano indignados e che con quello o altri sindacati, corporativi, chiusi, finiti, inutili, non vogliono avere nulla a che spartire.

Di quello che penso dei sindacati ho già scritto e in generale a me piace scrivere di altre cose, di me, delle persone che incontro, ma questa mania disonesta di fagocitare le lotte, di ingoiarle per risputarle fuori normate, controllate, assimilate è una mania tutta italiana che fa veramente schifo.

Non so usare eufemismi, o magari si, ma ora non voglio farlo. Il sindacato, oltre tutto quello che ho già detto, è anche un tritalotte che arrivano dal basso, che con il sindacato non vogliono minimamente discutere perché il sindacato ha avuto la sua occasione e l’ha persa, ora è il tempo della gente come noi, quella che nessuno considera e rappresenta, quella che non vuole mediazioni e che non vuole che nessuno trombone di sindacalista sieda, stipendiato, al posto nostro a contrattare i nostri diritti cedendoli uno per uno in nome del “buon senso” della “responsabilità” e di cazzate di questo genere.

E’ una cosa che i sindacati fanno sistematicamente, fagocitare e risputare svuotando di senso, e si chiama furto. Furto di battaglie, di idee, di parole, che vengono rubate e poi riutilizzate con tanto di significati revisionisti.

Prendi quello che hanno fatto in questi anni con tante parole che ci appartengono. L’antifascismo è diventato improvvisamente patriottico e va di pari passo con l’amore feticista per la bandiera e per i morti nelle nostre “missioni di pace”. Poi ci sono le lotte delle donne che si sono improvvisamente dipinte di rosa, giusto noi che il rosa lo schifiamo e che fa parte della serie di stereotipi più indigesti che mai potevano proporci. Da qualunque parte si muovano non fanno altro che rubare e risputare fuori nostre lotte tradotte in cose normalizzate.

Capisco che in assenza di prospettive di futuro qualunque precario sia lì a raggranellare percorsi possibili ma se i sindacalisti, precari, hanno in mente di tenersi il posto di “lavoro”, da burocrati impenitenti quali sono, rubando a me precaria idee e lotte hanno proprio sbagliato tutto e continuano a sbagliare perché ci allontanano da loro invece che acchiaparci.

Anche se, temo, a loro di acchiappare noi non gli importi granché. Loro sono fumo, brand, niente, e rubano idee, comunicazione e poi giocano sulla comunicazione per dare addosso a chi usa un fumogeno per dipingere di rosso e rendere più evidenti le loro bugie.

Nelle piazze oggi quelli e quelle come me non ci sono, perché si stanno facendo il culo, come me, perché non hanno la tessera, come non ce l’ho io, perché di tutte queste pantomime tra governo e poteri sindacali ne hanno piene le ovaie, balle o qualunque rotondità volete. Perché non ci sono compromessi, partiti, cappellini che potete metterci in testa. Perché la politica vera è la nostra, quella che parte dalle esigenze reali delle persone e non da calcoli che organizzano e gestiscono il consenso come si potrebbero gestire truppe di manichini senza testa.

Io devo andare a lavorare, adesso, ed è solo il mio secondo turno, e dei giochetti che fanno i media, i sindacati e i politici per continuare a sopravvivere a se stessi, fantasmi del nulla, mi importa il giusto. Mi importa invece di me, di quelli e quelle come me e delle nostre lotte che restano e che nessuno può rubarci mai.

Tutto ciò detto da una ragazza come mille altre, che si rompe la schiena con mille lavori precari, che non appoggia sindacati e partiti e che ora deve correre a prendere un boccone prima del turno di lavoro perché altrimenti perdo altri dieci chili prima della fine di questo calvario.

Buona giornata.

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14 responses to “Scioperi bugiardi (e noi precari non ci siamo!)

  • Diana

    Hai mille ragioni, ma se i precari come te non si uniscono per far sentire la propria voce non saranno mai ascoltati… fatevi un vostro sibdacato se quelli che esistono non vi rappresentano, ma unitevi… Ciao!

    • bert

      Come “voi”? Io ho un contratto fisso, ho 56 anni, ma mai direi “voi” e “noi”. Noi chi? Unitevi? Voi? Allora tu stai là dove non sono i “noi”. E’ un po’ confuso, lo so, ma “armiamoci e partite” l’ho già sentito… Okkey, ma già hai dichiarato che quando “noi”… (perdenti?) ci uniremo tu starai al di là, nel passato di chi “delega” (al sindacato oppure a “voi giovani precari/e sfigati/e”) la dignità…. Boh,,,,

  • Sara Mao

    La verità è che gli indignados non sono chiari: io ho provato a interfacciarmi con alcuni di loro, negli incontri on line – chat pubblica. In verità alcuni sono militanti, estremisti. i sindacati sono più che benvenuti, hanno organizzato un incontro a Bologna dove erano invitati a parlare.
    Secondo me è un problema tutto italiano.. il movimento spagnolo è stato importato e strumentalizzato.

  • Cornelia

    Un movimento.
    La parola sindacato e’ stantia e sa di muffa.
    In un mio intervento precedente l’ho proposto: un movimento fatto di noi povera gente (come disse la Botte Piccola Contenente Aceto “la parte peggiore del Paese”) che si spacca il culo e l’anima.
    Con un programma preciso per cui lottare.
    Riprendiamoci la nostra vita!
    Io sono pronta. Incazzata. Stanca di soprusi lunghi 15 anni.
    Facciamolo, tanto siamo figli di nessuno!
    Abbraccio (Tra poco il calvario e’ finito…anche se il problema di fondo non e’ risolto, purtroppo).
    Cornelia.

  • GiulioL

    A roma mi ricordo che ad atesia i precari che lottarono per la stabilizzazione furono cacciati a calci nel sedere pero dopo anni ci fu la stabilizzazione di damiano (centro sinistra 2006-2007).

  • slasch16

    Il sindacato avrà anche le sue colpe, due ne hanno in particolare di più, ma ci ha dato lo Statuto dei lavoratori che è del 1971. Prima le donne incinta, per non essere licenziate, si fasciavano la pancia per nascondere la maternità e non perdere il posto di lavoro.
    Il sindacato ha la forza che gli danno i lavoratori, il declino del sindacato è iniziato negli anni 80 con il disinteresse dei lavoratori che credevano di essere garantiti e protetti a vita.
    Quando la Cgil e gli altri per avere un successo nello sciopero hanno dovuto organizzarli al venerdì o al lunedì è iniziato il declino.
    Sai perchè li organizzavano in quei giorni? Perchè la maggior parte dei lavoratori scioperava ma non scendeva in piazza, faceva il ponte al mare o in montagna.
    sabato e domenica festivi, venerdì di sciopero, ponte organizzato alla grande.
    Le ho vissute in prima persona queste cose, come ho vissuto l’evoluzione della classe operaia verso una pseudo borghesia fatta di televisore e di gite.
    Diceva Marx che quando la borghesia si rende conto che i proletari fanno la rivolta scende in campo, si mette alla testa delle contestazioni, ovviamente infiltrandosi, e quindi riportare con la moderazione il tutto nell’alveo del grande fiume del capitalismo.
    E’ facile infiltrarsi tra i rivoluzionari, basta spararle più grosse, una volta conquistata la fiducia dei lavoratori si diventa conservatori, come la Cisl e la Uil, che da sempre hanno fiancheggiato il potere.
    Discorso lungo, articolato, ma qualcosa ho voluto dirti ugualmente.
    Ho un figlio di 39 anni e per lavorare è costretto alla partita iva, licenziabile e ricattabile in qualsiasi momento, detto questo non voglio che rinunci alla lotta, nessuno di voi deve rinunciare perchè il futuro è nelle vostre mani. Le nostre conquiste le abbiamo fatte con i sacrifici e le lotte, ho fatto sciopero con moglie e figlio a carico e non hai idea di quante volte ho dovuto farmi prestare i soldi quando mi scadeva l’affitto.
    Ciao e buona fortuna, un solo consiglio: individua attentamente che è il vero nemico, altrimenti è un suicidio non una lotta.

    • bert

      Vero, ma dobbiamo anche dire perché lo sciopero è stato ieri: io lavoro a scuola, anche se non fò l’insegnate. Ieri l’80% degli insegnati non aveva impegni, e l’80% degli insegnanti non ha fatto sciopero. E la cgil scuola, la più governativa delle cgil (ih ih, come se le cgil fossero parte del funzionariato di governo….) ha pensato bene di dare il proprio contributo al bunga bunga… tanto basta la “camussa” a camussare la realtà…. Ma vai a…..

  • Strega

    @slash 16: grazie per il tuo intervento.

  • Scioperi bugiardi (e noi precari non ci siamo!) (via Malafemmina) | Effetti Collaterali

    […] Scioperi bugiardi (e noi precari non ci siamo!) (via Malafemmina) Postato il 7 settembre 2011 da valentinacolasanti Se c’è una cosa che non tollero sono le balle. Dimmi cose che non sopporto, idee che non digerisco, ma non raccontarmi balle. E quello che racconta Repubblica oggi è una balla. Prende quattro fanciulli e fanciulle, con il berretto di un noto sindacato, e sopra gli piazza un titolo che ruba la lotta ad […] … Read More […]

  • anche il caffè

    perché dici che i sindacati hanno fatto diventare patriottico l’antifascismo?io penso tutto il male dei sindacati di oggi, però non credo che abbiano fatto questo e in realtà non credo necessariamente che il patriottismo sia il male. ad esempio l’ANPI è abbastanza patriottica e lo è sempre stata però non direi mai che l’antifascismo dei partigiani sia stato peggiore del mio che magari non sono patriottico.

  • “Scioperate anche per me” | Januaria Piromallo & Marika Borrelli | Il Fatto Quotidiano

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  • “Scioperate anche per me” | Notizie Politica

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