La splendida realtà delle ragazze a-normali

Per fortuna che le ragazze non sono nella norma, che non rientrano in una norma, che non sono classificabili. Prendi me, precaria ma a fare picchetti per difendere la mia indipendenza, povera ma ricca di intelletto, in possesso di fica ma senza la volontà di metterla a servizio di un maschio etero che possa garantirmi una cuccia in cambio di una parvenza di onorabilità e di qualche pasto a base di pane e acqua servito in una ciotola.

Che belle che sono le ragazze che non si fanno normare, dopo essere sfuggite a secoli di manicomi e carceri e elettroshock e costrizioni, e rigide e severe punizioni e regole morali e sorveglianti e carcerieri.

Hanno gli occhi lucidi, la schiena dritta, la vita intera, queste ragazze a-normali, e non vogliono essere classificate, schematizzate, chiuse dentro un recinto come pezzi di allevamento del bestiame.

Masticano chewingum, hanno capelli colorati, occhiali grandi e piccoli, libri sotto braccio, calze sbrindellate, scarpe non in tinta, seni in bella mostra, pearcing nelle orecchie, tatuaggi sul corpo. Hanno libri interi stampati nel cervello e trovano alternative culturali che non esistono nella televisione/immondizia. Leggono, si informano e si sanno difendere, esercitano il diritto alla sorellanza e se un tale le molesta mollano un calcio e quello piange, codardo, perché le donne a-normali sono forti e poi diventano oggetto di inchieste moraliste e normalizzanti che indagano su queste ragazze nuove taaaaaanto aggressive, ché le volevano seducenti e cretine, svampite e subordinate, sottomesse e servili.

Le stesse che storcono il naso quando vedono le ragazze a-normali poi dettano le regole e dicono che troppo sottomesse non va bene. Un po’ si e un po’ no. Un po’ vacca da ingravidare ma un po’ contenta di essere ingravidata, fedele al ruolo. Un po’ vacca da farsi sbattere dall’uomo che le manterrà ma non devono esagerare che c’è l’antitrust delle puttane e dunque se tu pigli un ministero invece che il tuo rispettabile ruolo di moglie hai tradito la tua razza. Normale non sei. Hai ecceduto di gestione della tua sottomissione e sei diventata autonoma e determinata e questo, a qualunque livello, qualunque cosa tu scelga di fare, non è tollerato né permesso.

Le ragazze a-normali sputano sulle regole e ne inventano di nuove. Non vogliono essere schiacciate tra moraliste e maiali perché ruttano davanti alle moraliste e distruggono a suon di calci gli orifizi dei maiali.

Le ragazze a-normali sono altro, sono me, te, chiunque tra voi non sia classificabile e comprensibile in una razza ristretta, fedele al fascismo e pronta a recitare su un palco rosa il mantra della perfetta donnina che ha faticato a far carriera stando ben attenta a vendere tutto meno il culo, ché quello bisogna riservarlo al marito soltanto, che ci fa sante e oneste e degne di rispetto nella società.

Le ragazze a-normali non hanno soldi per comprare niente e si arrangiano riciclando anche la carta igienica ma sono profumate e allegre e c’è un mondo autoritario che le frusta e si scompone se vedendole passare intravede la mutanda slabbrata venir fuori dal pantalone largo.

Dimenticano di depilarsi, non usano profumi, si truccano di niente o di colori vivaci e sono visibilmente ribelli, sapendo che il mondo proverà a piegarle negli abiti, nel cuore, nel corpo, nella fica, nel cervello, nei pensieri. Come hanno tentato mille volte di piegare me senza riuscirci, che io mi tengo ancora le mutande slabbrate sotto la camicia da ufficio precario per i miei fottuti lavori precari. E di ammansire e addomesticare i miei pensieri non ci penso nemmeno.

Così le vogliono le ragazze, addomesticate, abituate a dire di si  – HeyTeachers! Leave them kids alone! All in all it’s just another brick in the wall. All in all you’re just another brick in the wall.

Ci vogliono normali e fanno classificazioni tra quelle buone e quelle cattive e poi ci obbligano a non accettare la diversità e a non saper ascoltare le differenze in quanto tali finendo per farmi diventare amica qualcuna con la tessera fascista che amica mia non potrà essere mai.

La mia normalità non esiste perché io godo in modo a-normale, vivo in modo a-normale, mi piaccio, mi masturbo, sento, trasmetto, comunico carne in modo a-normale e chi vuole normalizzare la mia vita o la mia scrittura ha cervelli piccoli, occhi piccoli, bocche piccole, teste piccole, vite piccole, ma proprio piccole e il timore è che diventino invisibili di fronte alla bellezza dell’a-normalità.

Non serve Foucault a darmi ragione, ché di citazioni potrei farne anch’io. Basto io e quelle come me che sono stufe di vedersi definite, costrette, schiacciate alla parete delle disadattate da rieducare perché siamo vive, perfette, e voi morite di invidia e di noia perché la vostra normalità vi uccide e vorreste uccidesse anche noi.

Tocchiamoci di più. Toccatevi di più. Abbiate voglia di voi, di noi, di tutto quello che sa di buono sulla faccia della terra e quando avrete saziato i sensi tornate qui e ditemi: è bello o no essere a-normali?

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11 responses to “La splendida realtà delle ragazze a-normali

  • selvaggia14

    Io, come te.
    Felice e Orgogliosa d’esser A-normale!

  • Ernesto

    Direi quasi (A)-normale!

  • Kameo

    Posso essere K-normale?

  • Rossella

    Io ti amo, non ho altro da aggiungere.

  • gierre

    Yawn.
    Anche la a-normalità è diventata di norma ormai.
    E’ normale annoiarsi.
    Yawn.

  • Salute e Benessere | Donne… con due ovaie grosse così!

    […] le sue parole son cariche di significati profondi! Per iniziare vi consiglio di leggere “La splendida realtà delle ragazze a-normali“, ma occhio, vi avviso… questo blog può dare dipendenza! 🙂 E poi ci sono le […]

  • Antares YLH

    Da come scrivi, sembra che l’unica alternativa a te sia una ragazza banalotta, e che l’unico maschio etero che conosci sia Homer Simpson. Così vinci facile. Confrontati con etero cazzuti VERI, e con Femmine maiuscole che non hann bisogno di dire che si toccano pretendendosi rivoluzionarie. Che fai, ti confronti coi banalotti?

  • statodialterazione

    Tuo Dio,mala,grazie…grazissimo,non ci speravo più,mi ero rassegnato,credevo sarei morto senza trovare nessuno che potesse farmi da padre ed illuminarmi il sentiero,ed invece hai fatto il miracolo:grazie a te ed alla serie imbarazzante di concetti banalotti che hai espresso mi hai permesso di incontrare un maschio cazzuto,uno che può illuminare il mio sentiero ed insegnarmi ad essere un vero uomo…Ti ha beccato,eh?Ti piaceva vincere facile?Ma ora hai finito,perchè è arrivato questo semi-Dio (Per me lo sarebbe del tutto,ma credo lui sia modesto) che ti ha messo a posto.Hai visto?E’ riuscito a fregarti già:per riuscire ad entrare nel tuo ambiente ha finto di essere un idiota,perchè solo un idiota scriverebbe nello stesso commento “Cazzuto” e “Banalotta”,lui invece,per nascondere la sua intelligenza l’ha fatto.Cosa credi,ti ha dimostrato quanto sei stupida,magari tu adesso ridi di lui pensando che probabilmente si dice “Cazzuto” perchè è circondato da coglioni,ma sbagli,lui non è così,ha solo finto d’essere una caricatura di maschio da filmetto porno per nascondere i suoi potenti mezzi intellettivi…mi spiace,ma stavolta hai trovato proprio pane per i tuoi denti,non Homer Simpson…che credi,lui disprezza certi uomini,e poi Homer è sposato,ha tre figli,probabilmente fa sesso con la propria moglie abitualmente…e che maschio è uno così?E’ risaputo che se si hanno rapporti sessuali si finisce per consumare liquido seminale,e se tu non fossi così banalotta e se non fossi una Femmina con la f minuscola capiresti da te che se non si trattiene lo sperma,finisce che non arriva al cervello,e come si fa ad essere cazzuti se la propria testa di cazzo è vuota?

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