Rabbia e respiro

Questa gente non si rende conto di come stanno le cose. Parlo di chi ci governa. Chi tira le scorregge, chi dice che bisogna purificare l’aria e la purificherei si l’aria, con la collezione di ventagli rossi della mia amica Antonella, con una manifestazione piena di ventagli a fare vento, un vento forte, che dovrebbe spazzare via tutti quelli che se ne fregano delle persone come noi.

Non si rendono conto, davvero, di noi che tiriamo a campare, che fatichiamo come le bestie, di me che sono stata tutta l’estate a farmi un culo enorme per poche centinaia di euro che finiscono tutte in bocca al padrone di casa e per pagare le bollette. E di riposo neppure l’ombra, chè si riparte, si ricomincia, senza un minuto nemmeno per pensare, sapendo che tutto dipende da me e dalle mie braccia. Dalla mia testa, e dalla mia voglia di andare avanti.

Tornata, ho ripreso la mia bicicletta, un poco arrugginita. Domenica l’ho riverniciata di giallo con gli spruzzini rossi, così sembra un’ape che ronza in giro per la città e che ha tanta voglia di pungere e pungerei anch’io, molto volentieri, se avessi per le mani uno di quei palloni gonfiati che giocano a risiko con le nostre vite.

Il mio amico mi ha portato una collezione di ritagli delle dichiarazioni dei ministri senza i quali non potrei assolutamente vivere. Voleva attaccarli alla mia parete per farmi venire gli incubi, come promemoria e per disintossicarmi dalla disinformazione che ho subito al villaggio vacanze.

Gli ho chiarito che lì non stavo proprio confinata in una gabbia e che internet mi ha fatto sapere pure più di quello che avrei voluto. E per i commenti spavaldi bastavano i villeggianti che ripetevano parola per parola tutte le cazzate che sentivano in televisione.

La gente parla per slogan e anche di questo parlavo quando ragionavo della memoria per le parole.

Ho accarezzato a lungo la testa del mio amico, che mi guadava tenero e lo so che mi vuole bene e che voleva scuotermi e farmi incazzare, come se incazzata non lo fossi a sufficienza.

Arrabbiati, dai.. e dai e dai e dai… SI si si si si… sono furibonda… contento? Sono furiosa per l’estate di merda che ho passato e ancora non ho urlato abbastanza perché fino ad ora ho stretto i denti e non mi posso lasciare andare mai, neppure per un attimo, neanche quando vedo mia madre che anzi devo rasserenarla che è stata una meraviglia, una estate magnifica, altrimenti chi la sente, povera donna.

E poi e poi e poi, tra poche ore ricomincio a lavorare di qua e di là, a fare su e giù per la città, al buio, con la bicicletta e avrò anche il diritto di pensare che mi fa freddo, porcoboia e che un’altro inverno a vestirmi a strati non vorrei starci ma è troppo lusso pensare a prendere una macchina o un motorino. Chi lo paga? Chi mi paga l’assicurazione? La benzina… altre spese e poi la paranoia che me lo rubano e basta, Malafemmina, che è troppa roba per una sera sola.

Allora ti ho telefonato, sei qui, con me, adesso, e se mi abbracci giuro che la finisco e non importa se non ci vediamo da mesi, se tu hai dimenticato l’odore della mia pelle, se io nel frattempo ho vissuto altre mille vite, perché sono qui, ora, e mi serve il tuo respiro.

Spazza l’aria brutta, fallo anche tu, soffiamo insieme e poi soffia sul mio corpo e fai volare via tutta la fatica che ancora mi porto dietro, e l’amarezza e la stanchezza, e il calo di tensione ché finché ero lì l’adrenalina e l’orgoglio mi tenevano in piedi e ora improvvisamente mi sento sfinita.

Accarezzami piano, senza chiedere niente, ho bisogno di dormire, solo dormire, se tu mi fai da cuscino.

Buona notte!

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4 responses to “Rabbia e respiro

  • lordbad

    Prima o poi qualcosa cambierà!!!

    Un saluto da Vongole & Merluzzi!

  • Salvo

    POESIA le ultime 11 righe !

    Una foto della bici-ape !!

    p.s. : Mala cambierà qualcosa.

    Prima o poi, ma cambierà !

  • Cornelia

    Non e’ che chi ci governa non se renda conto … E’ che gli va bene così! L’importante e’ che stiano bene loro ed i “clienti” annessi sui libri paga.
    L’egocentrismo tutto italiano del coltivare il proprio orticello, tanto il male succede sempre agli altri e “chissenefrega”!
    Ps: ho letto gli articoli della tua amica Meno Pausa – Lascostumata! E’ una forza. Mi ha fatto ridere anche se da ridere non c’e’ proprio nulla.
    Abbraccio.
    Cornelia.

  • Silvano C.

    vorrei dire che mi piace, ma mentirei. questo pezzo mi mette tristezza. sento il freddo su di me.

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