Precari/e over40: nessuno ne parla!

Contributo di ath.hellè che ringrazio e riporto per intero (ce ne occuperemo, insieme a te e a chiunque abbia voglia di contribuire su questo!):

A proposito del Progetto Malafemmina, apprezzo la grande attenzione che focalizza sui giovani precari e capisco che tu in quanto precaria sia molto coinvolta e combattiva.

Ma esiste un’altra emergenza nazionale (che io vedo tra le mie coetanee e che forse potrebbe trattare La Scostumata) e sono le/gli over40 rigettati dal mercato del lavoro prima (in quanto anche titolari di vecchi contratti costosi e pregni di garanzie) e come ovvia conseguenza dal sistema poi in quanto “falliti”.

Immagina di aver costruito nel tempo, di aver fatto tutte le cose bene, liceo, università, lavori precari, gavetta mezza gratis (culo a capanna), inserimento e magari carriera e proprio quando pensi di avercela fatta la tua ditta chiude o delocalizza o semplicemente ti sostituisce con uno splendido giovane precario.

Quello che oggi succede a loro, domani (se anche superaste la precarietà di oggi) potrebbe accadere a voi.

a 20-30 anni hai ancora una speranza residua di giovinezza e di appetibilità per il mercato.
a 40-45-50(!) hai meno speranze e meno tempo davanti per sperare di recuperare.
meno speranze perfino di un lavoretto precario (meglio il giovane) e se sei donna in barba a diplomi, lauree, specializzazioni, master e certificazioni linguistiche sembra che dopo i 45 sei buona solo per le RSA o per le imprese di pulizie. Precaria ovvio.

Ecco per amore di giustizia vorrei che si parlasse anche di queste persone, che si sono impegnate, e magari hanno anche rischiato a suo tempo il mutuo, la famiglia, i figli e oggi si ritrovano con un pugno di mosche in mano e tante responsabilità alle quali non sanno come sottrarsi.
Fossero single lo considererebbero un lusso. Ma hanno tutte queste zavorre familiari (figli, anziani genitori).
20 anni fa queste persone non potevano immaginarsi una simile ecatombe, avessero potuto probabilmente non avrebbero comprato casa, nè fatto famiglia probabilmente non avrebbero nemmeno speso milioni a studiare.

Investire nella vita non ha pagato i dovuti interessi, anzi col senno di poi le perdite sono state drammatiche.

Su questa fascia anagrafica, su questa emergenza nazionale cala però una cappa di silenzio profondo.
Quasi fosse una vergogna, un tabù.

Ed è così che ci si sente, del resto il giudizio sociale è impietoso: “ma come? hai studiato, eri sistemato, hai famiglia e ora rischi la Caritas?”

La pietà umana per questi soggetti non esiste, se a 40 anni sei stata/o sbattuta/o fuori è perchè sei una/o sfigata/o, una/o fallita/o e sono cazzi tuoi.
Avessi avuto i coglioni, fossi stata/o uno squalo non saresti ridotta/o così.
Dovevi calpestare il tuo prossimo, aggrapparti coi denti, prostituirti al sistema, vendere tua madre e rimanere a galla.

A persone di questa età strangolate tra disoccupazione, mutuo e figli non credo si possa nemmeno chiedere di
investire (di nuovo?!) in un lavoro autonomo.
Al di là delle capacità queste persone che non hanno più un lavoro, ma hanno sul groppo mutuo famiglia e genitori anziani (costosissimi) non hanno i mezzi per una simile avventura e probabilmente nemmeno il tempo sufficiente per seguire tutto.

Zavorrati da mille responsabilità affondano quotidianamente, silenziosamente, inesorabilmente nell’indifferenza generale.

Ogni tanto leggi timidi titoli su queste generazioni troppo vecchie per il lavoro e troppo giovani per la pensione (che non matureranno) ma poi nulla più.

E’ più apprezzato l’anziano pensionato in quanto rendita da mungere.

ath.hellè

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5 responses to “Precari/e over40: nessuno ne parla!

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