Archivi categoria: Rabbia

Piango lacrime di serie B

Scritto da Meno e Pausa, una di noi:

Non capisco. Dico davvero. Sto qui a chiedermi perché sto consumandomi la vita appresso alla precarietà, alla ricerca di un lavoro mediamente soddisfacente, accontentandomi di fare cose malpagate e faticose, o cose malpagate, in nero, avvilenti e poco gratificanti, che posso farmele piacere giusto in virtù del fatto che ho senso dell’ironia e forza sulle spalle. Sto a chiedermi perché invece che aprirsi le porte mi si chiudono davanti, una per una, prima quella del contratto regolare, poi quella del diritto ad un lavoro retribuito, qualunque esso sia, poi quella di una pensione.

Io non ce l’avrò mai una pensione e sono a piangere miseria e a cercare una via d’uscita che se non fosse che ho cervello e un coraggio da leoni, o forse solo incoscienza, perché mi aggrappo ai sogni, già sarei morta di depressione, di suicidio.

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Due righe fuori curriculum

Antonella è andata in sindacato. Come sempre andarci “per intero” è difficile. E’ successo a tutte: chi vuole solo gli ultimi soldi (dovuti) per tirare il fiato fintanto che si cerca altro; chi vuole quello che le spetta. Compreso qualche chiarimento su un contratto che così corretto non era.

Molti di noi hanno le braccia che ormai strisciano per terra. Alcuni non ne possono più e allora raccolgono le briciole. Altri non ne possono più e proprio per questo vogliono tutto.

Ariaora racconta di un’amica a cui hanno proposto un contratto a progetto per tre mesi. Tre euro e ottantasei centesimi l’ora (lo scrivo tutto, in lettere, perchè vale la pena soffermarsi su ciascun segno grafico così da dargli il tempo di entrare nel nostro cervello, nella nostra rabbia).

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Siamo precari/e over40 e non siamo ancora morti!

Da Meno&Pausa:

Siamo della generazione che ha visto l’inizio della fine della stabilità lavorativa. Over40, 45, 50, precari e precarie e invisibili. Totalmente dimenticati/e perché si parla di giovani e a loro giustamente viene dedicata grande attenzione ma noi siamo destinati all’immondezzaio, perché non c’è alcun provvedimento che ci tuteli.

Abbiamo vissuto, studiato, lavorato, abbiamo anche avuto brevi stagioni di lavoro stabile, poi di colpo siamo stati licenziati o semplicemente ai contratti precari non sono succedute altre opportunità.

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